DIAFRAMMA – “Tre Volte Lacrime”

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La mia malattia ha un corpo perfetto e un volto da sogno

La mia ossessione è vivere anni dove io non arrivo. dove non voglio arrivare.”

(Diaframma “Tre Volte Lacrime”)

Qualcuno doveva parlarne, prima o poi. Ere inevitabile che prendessi tra i primi tre capitoli della storia dei Driaframma proprio questo album – Capolavori come “Siberia” e “Boxe” riamangono entità a sè stanti e meriterebbero lunghi post su come a) secondo me la new wave/post punk fatti in italia non avessero nulla da invidiare a cose fatte all’estero b) certi dischi vanno sentiti prima che con le orecchie con la parte primitiva della mente – ma oggi parliamo di questo.Perchè? Perchè a livello di vibrazione primordiale certe cose semplicemente ti danno qualcosa che la normale comunicazione non riesce a scuotere e scardinare . Ma questo è uno dei grandi meriti dell’arte , immagino

Anni di liceo. Anni incasinati, anni dolorosi, anni confusi. Anni pieni,e dico pieni, di musica. Anni fatti a correre dietro a ombre, sogni, parvenze degli stessi. Per un po di tempo, credo di essere stato l’ esatto opposto della mia natura per – probabilmente – compiacere vizi di forma esistenziali acquisiti, chiamiamoli così (cioè : alcool, promiscuità, altre cose che non ho voglia di ricordare). Il perchè è presto detto : quando sei giovane nessuno ti spiega il significato della vita. “Insceni” un personaggio utilizzando il tuo peggio come corazza nei confronti del mondo, sperando che questo dia alla vita senso e significato, e in quel personaggio un po ci cresci, un po vorresti liberartene. Diventa un fardello pesante da portare e alle volte distinguere, e quindi cerchi un palliativo per fare il collante tra i fermenti del buon Dr Jackyl e la violenza primordiale del Mr.Hyde del caso. Che sia una relazione, che sia una dottrina a cui aderire, che sia arte o sesso, poco importa – per tenere a freno la parte distruttiva serve qualcosa.

Nel mio caso, fu la musica. Prima la letteratura, e poi finalmente, musica. Avevo un corpo e un peso, quando c’era la musica. Quando non c’era, il resto era noia e decadimento. E’ ancora così alle volte, e quando trovo dischi come questo sono ben conento di constatare come il genere umano in mezzo a tanto schifo possa creare perle come questa

Dopo una serie di singoli, un cambio di cantante, e un lp (il già citato Siberia) i Diaframma arrivano al traguardo del secondo album. Cosa difficile,il secondo album. Qui il lirismo di Sassolini (non me ne voglia Fiumani nè Nicola Vannini,ma la voce di Sassolini è un qualcosa che fa sciogliere l’eterosessualità di chiunque) è ancora più teatrale ,ma decisamente molto più melodico che nel precendete “Siberia” – e si intuiscono le evoluzioni che seguiranno poi con “Boxe”,terzo grande album,prima della dipartita dello stesso Sassolini. C’è musicalmente ancora la base di new wave ingrigita dei Diaframma, parte Joy Division e parte punk rock melodico ma duro, accenni ora (molto – ma chi ha detto che sia un male?)pop, malinconia, dolcezza. Pillole di vissuto condensate in versi che ancora adesso mi ritrovo a fischiettare, tra una notte e l’altra. Tra una situazione e un altra. Ho amato, e amo tutt’ora quest’album per una ragione precisa – credo che le liriche siano assolutamente perfette con la musica. Difficilmente un album riesce a avere eccellenti tutti e due gli aspetti, musicale e lirico, specie se si tratta di un secondo album. Rimasi a contemplare certe liriche come se le avessero scritte apposta per il sottoscritto,e quando un album mi fa fare questo, è per me un grande album

Quando il giorno ritornerà

Vedro’ il mio volto riflesso

In frammenti di vetro

Ascoltero’ il suono che batte lontano

Che arriva dal cuore,Il

futuro nasconde il passato dentro di me.

Il futuro da un nome agli sbagli di sempre

E quando non esistono li crea

Aggredisce il tempo che cambiera’ – per chi?

Il tempo che splende e ci insegue ancora

E queste voci che

Consumano in fretta la mia vita

Mi lasciano solo al centro

Fra un passato che non conosco piu’un passato che rivive in ogni istante

E il futuro che si nasconde di fronte a me…

Colpisci il passato al cuore – Le illusioni di sempre,

Colpisci il passato al cuore – Le illusioni di sempre

Abbatti il futuro – Se non ti appartiene,

Distruggi il futuro

Distruggi il futuro

Distruggi il futuro

(Diaframma “Libra”)

Consiglio a : appasionati dei Diraframma vecchi e nuovi o neofiti, adepti di new wave e post punk senza riserva alcuna. Cercate di reperire la raccolta “Sassolini sul fondo del fiume” materiale mai uscito ufficialmente con Miro alla voce, contiene inediti e prime prove di pezzi poi pubblicati solo in seguito.

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My sickness have a perfect body and a dream like  face

My obsession is to live years i cant reach . Where i dont wanna arrive.” (Diaframma “Three Times Tears”)

Someboy got to talk about it, sooner or later. It was inevitable to me to pick out from the three first historical Diaframma’s records this album – Masterpieces as “Siberia” and “Boxe” remains different entities and they should deserve long explanatory posts on a) how the new wave/ post punk genre made in italy didnt lack anything in comparison to bands coming from abroad b) certain records needs to be listened with the primitive side of your mind before even passing through the ears – but today we talk about this one record here .Why? Cos on a primitive vibration level, certain things gives you that certain something that the norma communication fails to give you and makes you shake and shiver . But this is one of the greater merits of art , i guess

College years. Messed up years, painful years , confused years . Years filled up and i say filled up , of music. Years spent running after shadows ,dreams ,faces of the latter . For a bit , i thought i used to be the polar opposite of my nature for – probably – please some existential vices , lets call em that way (ie : alcool, promiscuity, altre some other stuff i dont wanna remember). The reason is pretty easy to guess : when you’re young nobody gives you the reason for living . You “dress”the part of a charachter utilizing your worst aspects as an armor against the world, hoping that that will give you a sense and significance, and then you grow up in that charachter , and when you do somewhow you would like to throw it away . It becomes a burden too heavy to carry and sometime distinguish , so you start seeking for something that could glue the two fragments of the good Dr Jackyl and the primordial violence of the Mr.Hyde of the case . Be it a relationship , be it a creed to pray to, be it art or sex , it doesnt quite matter -to keep at bay the destructive part something,anything , is needed.

It was music, in my case . First it was literature , and then finally , music. I had a body and a weight for myself, when there was music. When music wasnt there , all the rest was boredom and decay . Sometimes is still like this , and when i find out about stuff like this one im more than happy to see that humankind among so much filth can create pearls like this one.

After some singles , and a change in the vocals department, one lp (the already wuoted “Siberia”) Diaframma reaches the second album . An hard thing ,the second album. Here Miro Sassolini’s lirism (nothing against Fiumani nor Nicola Vannini, but Sassolini’s voice is just something that can melt anyone’s heterosexuality) is more theatrical ,but way more melodic & less solemn than in “Siberia” – and you foresee the evolutions that would bloom in “Boxe”, third and great album , before the quitting of the aforementioned Sassolini. There is still the base of greyish new wave / post punk , partly made of Joy Division and partly tough but yet melodic punk rock, alot of poppy hints (but who ever said is a bad thing anyway ?), melachony, sweetness. Condensed pills of living experiences in verses that sometmes i find myself humming ,from a night to another. In between a situation and another. I loved, and i love still this album for a specific reason – i believe that lyrics matches the music perfectly . Harldy and album seems to have both those aspects fullfilled , especially if it is a second album. I remained contemplating the lyrics almost like they wrote them for me for a long time , and when an album make me do this, to me its a great fuckin album

When the day will come again

i’ll see my face reflected

in shards of glass

I will listen to the noise coming from afar

that comes from the heart ,

The future hide the past inside of me

The future gives names to the same mistakes

and when they’re not there he creates them

Time mauls you and changes – but for who?

The time that sparks and still run after us

and these voices that

consume hastily my life

leave me alone in the middle

between a past i cant recognize anymore and a past that that i revive in every istanct

And the future who hides in front of me…

Strike the past to the heart – The usual illusions,

Strike the past to the heart – The usual illusions

Strike down the future – If it doesnt belong to you,

Destroy the future

Destroy the future

Destroy the future

(Diaframma “Libra”)

Reccomended to : Diframma fans long term veterans and newbies, adepts of the new wave/post punk cult without any reserves . Try to find out the collection “Sassolini sul fondo del fiume” contains materials with Miro on the vox never issued in official records, unreleased tracks, demo versions and rehearsals as well.

 

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