(16) – “Lifespan Of A Moth”

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Sludge. quando si parla di sludge (il connubbio malsano di hardcore in salsa nera come la pace e blues sudista ) vengono in mente nomi come quelli dei Buzz’oven e compagni Weedeater, Eyehategod , Fistula,Sourvein, Brainoil, Iron Monkey e appunto i (16). Lo sludge è il Il fratello pazzo, tossico e disperato dello stoner – meno psichedelia e pù violenza, meno legame alla tradizione rock (eccezione fatta verso i Black Sabbath) e di più verso le sue derive estreme, specie nel punk come nell’hardcore.

In giro da anni, i nostri continuano sul filone deviato di riff gonfi che prendono a piene mani tanto dai Melvins quanto gli Unsane se il loro cantante avesse mangiato birra calmanti e catrame la mattina. Sconforto, droga e alienazione fanno da contraltare a uno stile,quello dei (16) , che può definirsi come il connubio bastardo di certo noise rock (i Todd meno la furia quasi industrial, gli stessi Unsane per la descrizione del decadimento urbano formato musicale, i Today Is The Day meno gli psicofarmaci e meno cocaina ma più erba nel menare sciabolate sotto forma di riffs.E sì,gli ultimi Godflesh) e un blob di ruggiti che una voce, ora disperata ora contemplativa sull’orlo del baratro ,declama inni nichilisti. I musicisti qui sono autentici relitti umani – lo si capisce la primo ascolto. Qui lo sconforto è palpabile, i volumi saturi allo scoppio, i ritmi lenti e dilatati ma pesanti come una mattonata in faccia . Macigni pachidermici ripetuti ad nauseam fino alla più logica conclusione – implosioni monolitiche nel rumore e il riverbero.

Per certi versi, mi risulta incredibile constatare come gruppi come i (16) non raggiungano mai lo stato di padroni indiscussi di un genere musicale (più lifestyle ci sarebbe da dire, ma tant’è) dei loro colleghi più conosciuti – ma questo probabilmente è dovuto alla poca duttilità “commerciale” della materia con cui giocano.Cosa che per me va assolutamente bene,comunque. Rispetto all’album precedente “Deep Cuts From Dark Clouds” l’impostazione è più psichedelica che quasi hard rock, e più contemplativa che furiosa e meno prona a accellerazioni. Il tono dei testi sembra più sul cinico disilluso piuttosto che sul disperato e depresso delle prime pubblicazioni – con poche eccezioni. C’è una punta di grottesco nei titoli (particolarmente in “Peaches, Cream and the Placenta“), a rafforzare questa impressione.

E’ abbastanza semplice
soffrire lentamente
è abbastanza difficile
Vederlo traboccare
non pensare che si restringa
o che ci sia una bacchetta magica
Essere l’anello mancante
vivere come un vagabondo
[in un pantano di disperazione]
c’è uno zampillo di euforia
Menado qualcosa di già morto
arriva a consumare la lamina
peggioriamolo
mettiamo il sale sulla lumaca
Redifinire la maledizione
La psicosi prevarrà
Dai un occhio dentro
a un cuore che batte
E’ così nero
che pare un lavoro d’arte
[affondando in un mare di squali]
c’è uno zampillo di euforia
Menado qualcosa di già morto
Sono paranoico ed ermetico
Cammino in un circolo vizioso
Viaggio su ostacoli enormi
c’è uno zampillo di euforia
A insistere su qualcosa di già morto

(“The Absolute Center of a Pitch Black Heart”)

Consigliato : fans delle bands citate sopra qui. Astenersi incazzati perenni e depressi cronici.

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Sludge. When you talk about sludge as a genre (the mix between insane hardcore and sickened sabbathian blues from the south ) you can think about names such as Buzz’oven and their fellows Weedeater, Eyehategod , Fistula,Sourvein, Brainoil, Iron Monkey & of course – (16). Sludge is stoner’s craziest brother, junkie and desperate . way less psychedelic and more into violence , less bounded to traditional rock (with the exception of Black Sabbath) and more akin to his extreme derivations – particulary with punk and hardcore.

Around since forever,the band keep on marching on the line of inflated riffs that takes the best moves from Melvins as much as Unsane, if their singer ate tranquillizers , petrol and beer as the morning’s breakfast. Malaise, drugs and alienation acts as a counterbalance to a syle ,those of (16) , can be defined as the bastard mixing of noise rock (think Todd without the almost industrial fury drive, the already cited Unsane for the description in music for urban decay , Today Is The Day without the psychotic ravings and less cocaine but more weed into giving saber cuts with riffs .and yes,the latest Godflesh) and a voice , now desperate and now contemplative on the verge or breaking down, that screams nihilistic hymns. Musicians here are autentical human wrecks – one can understand that at first listening . Despair here il palpable , volumes are satured to the point of exploding ,the rhytms are slow but dilatated and heavier than a brick in the face . Pachidermich bouldersfalling upon the listener and repeated ad nauseam up until their logical conclusion – monolithic implosions into noise and reverb.

For certain reasons , it still amazes me that bands such as (16) never ever reached the status of masters of a genre (more of a lifestyle got to say , but whatever) like thier more “famous” peers – but this is probably due to the little “marketable” ductility of the material they’re playing with. Which is totally fine for me,tho . Compared to the last album “Deep Cuts From Dark Clouds” the overall feeling is more psychedelic than hard rock , more contemplative than being prone to accellerations . The lyrical tone seems more cynical and jaded rather than desperate & depressive mood that was set on the first releases – aside with few exceptions . There’s a grotesque imagery going on in the song’s titles (particulary ” Peaches, Cream and the Placenta“), that reinforces this impression.

It’s pretty simple
To suffer slow
It’s quite hard
Watching it overflow
Trust no shrink
or a magic wand
Be a missing link
Live like a vagabond
[In a slough of despond]
There’s a gush of euphoria
Beating a dead horse
Get the foil
let’s make it worse
and salt the snail
Refining cursed
Psychosis will prevail
Just look inside
To a racing heart
It’s so black
Looks like a work of art
[sinking in a pool of sharks]
There’s a gush of euphoria
Beating a dead horse
I’m paranoid and hermetic
Walk in vicious circles
Trip on massive hurdles
There’s a gush of euphoria
Beating a dead horse

(“The Absolute Center of a Pitch Black Heart”)

Reccomended to : aforementioned bands. Abstain from the use of the cd goes to rageaholics and the chronical depressed ones.

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