GEWALTBEREIT- Ein Leben Lang Verreckt

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primo post dell’anno nuovo, prendete e vomitatene tutti!

Nell’era in cui andare a un concerto equivale quasi sempre a stare fermi a fare fotografie più che godersi il concerto vero e proprio (ma provo vergogna pure io per quei poveri disgraziati che fanno così?) ricordo ancora con chiarezza il mio primo concerto hardcore. Una manica di pazzi sopra e sotto il palco, sudore molto, sangue anche – ma (stranamente) non troppo. Magliette strappate, qualche botta e qualche incidente di percorso in mezzo al pogo. Ordinaria amministrazione. Una festante unione di corpi violenta ed esagitata che per chi non vi è avvezzo può sembrare una rissa tra imbecilli – e alle volte, sono il primo ad ammetterlo, lo è. L’uomo tende a dare il meglio ed il peggio di sè quando si trova sotto gli occhi degli altri – ma ora, senza fare troppe osservazioni sul sociale (che per oggi hanno ampiamente rotto il cazzo) – torniamo al Pogo. Più specificatamente, agli infortuni – La prima volta fu un occhio nero. A farmelo uno scoppiato di trent’anni o giù di li che vedeva in me giovane pischello carne da macello buona per impressionare i suoi amici o la fidanzatina di turno. A seguire negli anni – il naso rotto, una mascella (quasi) dislocata per una gomitata che ancora oggi quando piove mi duole, una costola incrinata, un ginocchio che duole, più recentemente due denti scheggiati simmetricamente (!!!) che è impossibile farci caso, e due punti in testa per uno stage diving (= per chi non lo sa,lanciarsi dal palco) finito male . Probabilmente ho causato anche io qualche danno ma nessuno è mai venuto a lamentarsi… ma non importa, il punto è un altro – Agli occhi di chi non è avvezzo a a cose simili pogare è una festa di bruti. Probabilmente. Sicuramente. Ma è tanto liberatorio quanto divertente e tante volte necessario. C’è chi poga per sfogarsi e/o per passione e c’è chi pesta la moglie o pesta tifosi della squadra avversaria – io personalmente preferisco dirmi appartenente a la prima categoria di persone .

Ora, in Germania ci sono uno stuolo infinito di bands che non sto a elencare, ma più o meno tutte hanno una cosa in comune (a parte gli ettolitri di birra ingurgitati senza troppe remore) – la voglia di spaccarsi sotto il palco. Il punk tedesco (o deutschpunk, come lo definiscono essi stessi) è fatto per il pogo. Punto e a capo. i WTZ hanno creato,insieme agli SLIME e compagnia grezza, un sottogenere che è l’ ABC del punk tedesco – tre accordi, ritmiche a metà tra la velocità hardcore e ritmi più sincopati punk rock e voci infantili e sgraziate e testi quasi demenziali . La genesi di un altro sottogenere, appunto – il Pogopunk. Ma questa è un altra storia che anche se collegata, rischia di distrarci dala band che da il titolo all’articolo, i Gewaltbereit.

I nostri si differenziano dalle bands metalcore o semplice hardcore tedesco per una formula che ho trovato irresistibile : l’equivalente dei WTZ mischiato all’assalto frontale di bands come Totalitar e Confuse (più l’aspetto delle registrazioni volutamente rumorose e “lo-fi”) con una chiara identità tedesca, ascrivibile a bands come Vorkenskriegephase,Inferno, Scapegoats,Die Ausgebombten e Vorkenskriegejugend. La chiave è la velocità. Una folle velocità. Il vocalist sbraita con una fiato che sembra non cedere mai ma è lì dallo spezzarsi in due sui mali del mondo (con un occhio al terrorismo ,va detto), il resto assale l’ascoltatore senza pietà alcuna. Pezzi come “Scheisse””Maschine” e “Geldegewitter” sono nella mia playlist da un bel po di tempo e ci rimarranno. Trovate tutto in streaming su bandcamp, quindi sapete cosa fare – suonate sta merda a volume alto e invitate il vicino per una tanz come si deve.

Quindi,l ‘unico mio consiglio questo mese è uno : Spaccatevi in allegria. Spaccatevi come inno alla vita, spaccatevi ora perchè tanto nessuno è a un concerto per giudicarvi, tantopiù per mettersi in pose ridicole. Spaccatevi perchè fa bene, e buonanotte a voi.

https://gewaltbereit.bandcamp.com/

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