RORY GALLAGHER – “Top Priority

rory

il blues è quando ci sono debiti da pagare e non hai un soldo, è quando devi prenderti da mangiare e non puoi permettertelo. è quando la tua donna ti molla,quello è il blues” Cit. Howlin Wolf (per come me la ricordo)

Questa recensione è nata all’insegna dell’ennesima epifania avuta in tempi recenti. Ad un certo punto,avviene quasi sempre che mi debba allontanare giocoforza da amici,parenti,amanti, fantasmi,testimoni di genova,festività,ruoli appioppatemi a forza,responsabilità etc.etc. Vorrei poter dire che mi frega qualcosa di tutto questo ma sarebbe mentire – sogno ancora una vita fatte di piccole cose,piccole relazioni senza dover avere responsabilità nei confronti di nessuno ma al momento non me lo posso permettere. Quelle sono priorità che lascio volentieri a qualcun altro. Quindi,di nuovo, nasce l’esigenza di staccare la spina.

A Trento le cose girano in maniera diversa. Sarà l’ambiente montano,non lo so. comunque, ho avuto modo di pensare a come queste cose le abbia ingoiate per non so quale convinzione – forse per quieto vivere. L’essere una brava persona si scontra con la realtà in mano a altri fattori, altre casualtà – per farla semplice : o ti mostri duro,o te lo prendi in culo. O ti fai più duro,o continuerai a prenderlo in culo. E’ un’equazione che non lascia scampo ad altre interpetazioni,no?

Ora,c’avevo addosso il blues. E’ difficile da spiegare a parola che parola abbia questa parola in un contesto di slang, ma per farla breve, io la intendo come una sensazione a metà tra la malinconia e la rabbia. Quella piccola sezione in mezzo,fragile, che o ti fa salire la voglia di ribaltare/rompere sedie in testa alla gente o soffocare le lacrime (amare,gli uomini a una certa età non piangono – buttano giù tutto,ed è allora che il cuore si congela) in una birra. Trovandomi nuovamente in quella situazione, per qualche strana sincronia, ho ripreso in mano questo disco. E ho fatto bene.

Tecnicamente l’ottavo album per il guitar hero irish Rory Gallagher, “Top Priority” è un ritorno al blues velato di fraseggi hard rock,come il precedente “Photo Finish”. Per chi non lo sapesse,Gallagher è stato ai tempi figura di un culto minore – dove per una volta assoli costruiti con maestria tecnica combaciavano con un espressività altissima e calda come nel cantato.Tanta tecnica e tanto cuore, per una volta –  Insomma non fredde macchinazioni e inutili virtuosismi …. ma mi rendo conto che queste sono solo scorregge dette a qualcuno che di musica si rifiuta di conoscerne. Parliamo dei testi,perchè come ogni buon album blues, ci devono essere testi sofferti. Chi ha detto che l’arte debba essere gioiosa? Solo qualche fesso che si autodeclama poeta,a mio parere.

Rory affronta diversi temi nell’album che girano intorno più o meno a un trittico ben noto a chi ama distruggersi d’alcol – donne,lavoro,alienazione,e humor. E’ incredibile come più o meno tutte le anime malinconiche abbiano lo stesso approccio creativo/distruttivo a certi problemi,ed è ancora più incredibile che vi siano fessi come me che ci cascano regolamente più volte – finchè non imparano,se imparano. C’est la vie,immagino. Andando al sodo :

L’alienazione di Rory si rende palpabile con “Philby” (“Ora non è strano che mi senta come Philby/ C’è uno straniero nelle mia anima e mi sono perso in qualche città solitaria /non posso nemmeno entrare da qualche parte a scaldarmi) pezzo che fa rifermento a Kim Philby,spia inglese passata poi al fronte nemico al KGB. La sensazione continua a inspessirsi col l’idea che Rory sia infastidito da qualcuno al telefono (Sono nel pieno dell’azione nella mia missione / i contatti sono spariti / Il tempo si trascina e sono al di sopra di ogni sospetto / C’è una voce al mio telefono ) a cui risponde meccanicamente,(Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah)
senza troppe gioie. Tempi duri,a quanto pare. Si prosegue con traccie decisamente più happy, nonostante i temi – disoccupazione,gente,pregate per noi – ed è il caso di una delle mie favorite del disco,un boogie indiavolato che si chiama “At The Depot”. Il Nostro irishmen si butta un po giù,ma non demorde. Specie se c’è qualche bella ragazza che gli passa a tiro. Chiamatelo scemo!

Beh, me ne sto intorno ai ragazzi in magazzino

provando a trovarmi un lavoro

sono stufo marcio di sentirmi sprecato così

non c’è argento nelle mie tasche, nè pentole d’oro alle fine d’arcobaleni

Bollette da pagare nella posta, è tutto quello che mandano

è tutto quello che mandano.

Beh, me no sto qui all’angolo , ragazzi

a tenere su il muro

Mi sento un po così così, aspettando una chiamata

Sto finendo la pazienza , sto finendo la mia buona disposizione

Non accendere la radio, Non voglio sentire le news

Non voglio sentire le news.

Yeah…

Beh,sicuramente sei bella a vedersi

Baby, sei uno schianto

Sei messa da dio dalla testa ai piedi

Non mi vuoi conoscere ora,giustamente

Ma cambierai idea

Me ne andrò alla città delle Oppurtuinità, e lo farò con stile.

non c’è argento nelle mie tasche, nè pentole d’oro alle fine d’arcobaleni

Blues nella posta, è tutto quello che mandano

è tutto quello che mandano.

Yeah

Poi, ecco che arriva la traccia migliore del disco. Subito dopo “At The Depot” c’è “Bad Penny” – sorta di dichiarazione a una donna (suppongo la stessa, ma non potrei esserne così sicuro) che il Nostro non è più intenzionato a farsi trattare come uno straccio per pulirsi il culo. Ciònonostante,il tono della canzone è più malinconico/rassegnato che arrabbiato.

Beh, come una moneta lanciata male,ecco che mostri la tua faccia

Ti vedo per come sei

e mi si appannano gli occhi

Penso tu sapessi com’è andata

Quando sono inciampato e caduto

Beh, mi hai fatto fesso due volte, baby

e mi sono rotto come una conchiglia, hey

Come una moneta uscita male, hai perso il tuo fascino.

Adesso sono fuori e non puoi raggiungermi

il tuo sorriso s’è fatto più freddo.

Beh,non può essere come era prima

perchè ora non mi puoi più prendere in giro.

Non cercare di cambiare i miei piani”

“Beh come una cattiva moneta tu

sei finita in mezzo a tutte le altre

Hai provato a entrare nella tela

Ma non ti adatti al quadro

Penso tu sappia che ne ho ancora fin sopra i capelli di te

Ma mi sto tirando su,ora.

I tempi sono sicuramente cambiati

e non lascerò succeda ancora.

Beh come una moneta tagliata male,giri e giri su te stessa

beh lo sai cosa è andato male

quando si tratta di essere onesti

Adesso devi imparare a stare per conto tuo

per finirla con i tuoi giochetti

devi continuare a muoverti

devi imparare a girare da sola.”

Naturalmente,potrei fermarmi e dire che altre perle non ci sono,e invece BAM, ecco che il nostro ne infila un’altra,la terza. “Just Hit Town” è un altro boogie woogie con un taglio quasi heavy metal che il buon Lemmy (r.i.p.) dei Motorhead avrebbe potuto coverizzare. Basta un verso per capire che comunque,menate o meno,Rory non demorde.

Sono un asso,sono un duro 
Sto viaggiando lungo tutta sta terra
E non serve a nulla
Cambiare il modo in cui sono, il modo in cui sono

Ecco. Credo di esserci arrivato giorni fa, ascoltando questo disco post grande rivelazione,la terza,nella mia vita di 28 enne scassato e un po matto. Imparare a girare da soli, imparare a farsi rispettare, a fottersene un pochino di più,aiuta. Ogni vaffanculo e ogni freno non tirato  in più è un lasciapassare per maldicuore in meno, e ciò è molto di sti tempi.

Se anche voi vi trovare a dover gestire tempi duri,prendetevi sto disco. E’ un ottimo alleato contro il blues,quando si fa duro e pressante. See ya

 

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